ARCHIVIO PROGETTI FINANZIATI:

1) ASSOCIAZIONE LUCREZIA MARINELLI
www.lucreziamarinelli.org

- totali 3.460 € elargiti a fondo perduto per l'acquisto del materiale indispensabile alla proiezione di film e alla realizzazione di DVD.

 

COS’E’ L’ASSOCIAZIONE LUCREZIA MARINELLI

 “Lucrezia  Marinelli e' nata a Sesto S. Giovanni (periferia nord di Milano) nel 1989 come realizzazione del  desiderio di dieci  donne di voler comprendere meglio  l’agire del  simbolico, in particolare quello femminile. La passione per il cinema da parte di Nilde Vinci, fondatrice della Associazione, ha condotto tutte le altre all’idea di analizzare le immagini filmiche prodotte dalle Registe. Volevamo scoprirvi come e quanto il nuovo di questi ultimi anni vi avesse inciso. Questo interesse ci ha permesso di  proporre  anche alle altre  donne e agli  uomini il nostro  lavoro, che nel  corso di questi anni si e' accresciuto incredibilmente.”

 

COSA FA L’ASSOCIAZIONE LUCREZIA MARINELLI

“Facciamo politica, usando come strumento il cinema realizzato dalle registe. Abbiamo realizzato un Centro di Documentazione sul Cinema delle Registe con videoteca e   archivio di schede biofilmografiche aggiornate costantemente. Organizziamo Rassegne cinematografiche a Sesto San Giovanni in collaborazione con il Comune  sestese, e offriamo consulenza ai gruppi che organizzano queste manifestazioni. Facciamo interventi di consulenza cinematografica per sindacati, centri sociali, biblioteche.   Stampiamo L’Occhio delle Donne - Repertorio Film in Videocassetta, continuamente aggiornato, che pubblicizza la nostra videoteca. Abbiamo pubblicato L’Occhio delle Donne - Dizionario Biofilmografico delle Registe di tutto il mondo dal 1896 ad oggi”.


                                                                                            
 

 

2) ASSOCIAZIONE PER CONTRADE

Contrada Zecca 284 Monopoli, Bari (Italia)

- totali 15.000 € elargiti a fondo perduto per realizzare il riscaldamento nella Masseria Santanna.

 

COS’E’ L'ASSOCIAZIONE PER CONTRADE

 “E’  un’associazione di nove donne e si prefigge di promuovere e incentivare la cultura e la sensibilità sociale nel settore della valorizzazione dell’identità del territorio rurale pugliese e di tutte le risorse endogene ad esso appartenenti; sostenere e valorizzare la cultura delle donne in tutte le sue forme; diffondere e sviluppare il concetto di turismo responsabile e sostenibile; proporsi come luogo d’incontro e aggregazione nel nome di interessi culturali assolvendo alla funzione sociale di maturazione e crescita umana e civile, rispettando e sostenendo le diversità.

 

                        

 

 

COSA FA L’ASSOCIAZIONE PER CONTRADE

L'associazione ha scelto la  Masseria Santanna come luogo in cui svolgere le proprie attività associative. Sono in corso diverse collaborazioni con Associazioni e cooperative sociali che si occupano di tutela e salvaguardia del territorio rurale e delle tradizioni contadine pugliesi, e con l’Associazione Desiderandae, con cui esiste una collaborazione privilegiata. La Masseria Santanna è una struttura architettonica rurale protetta, risalente al 1857. Sorge tra le splendide colline della Valle d’Itria, circondata da uliveti e pascoli, a pochi chilometri dal bellissimo mare della costa pugliese. Ha una superficie di 500 mq divisa su due piani ed ha 7 stanze, 7 bagni, un’ampia cucina e due saloni; è circondata da un ettaro di giardini, viali e corti. In questa bellissima struttura l’Associazione Per Contrade offre sistemazioni in camere con bagno doppie o triple con pernottamento e prima colazione. E’ possibile portare, previo accordo, animali domestici.

( per informazioni e prenotazioni: tel. 3331470129 - e-mail:: masseriasantanna@libero.it )

 

 

                                                                      

 

 

 

3) CIRCOLO DELLE DONNE RICICIP  
 - totale  29.900 € donati a fondo perso per ricostruire lo spazio dell'associazione
 - totale 10.100 €   finanziati  con  un  prestito della  durata  di cinque anni   senza  interessi,   per ristrutturare il locale e per restaurare la pratica politica e sociale del circolo. 

 

 

COS'E' IL  CIRCOLO CULTURALE E POLITICO DELLE DONNE
"Il Circolo delle donne Ricicip è un’istituzione storica del movimento delle donne – a Milano, in Italia, e nel mondo. Fondato agli inizi degli anni ’80 da Giorgia Reiser, Daniela Pellegrini e  Nadia Riva col nome di Cicip & Ciciap, è  stato poi gestito per vent’anni da Nadia e Daniela come  un circolo di donne per le  donne, in cui si poteva incontrarsi, chiacchierare, ragionare, bere e mangiare, assistere a spettacoli, organizzare feste e dibattiti. Dopo un periodo segnato da una sorta di offuscamento, un certo opacizzarsi della luminosità - fin quasi a  patire  il  rischio  della chiusura - nel 2004  è  stato del tutto  ristrutturato e riaperto con una  gestione collettiva di nove donne che con le due fondatrici hanno ridato slancio al progetto iniziale".
Riaperto con una grande festa nel  novembre 2004, il  Ricicip è arrivato ad avere più di cinquecento socie tornando ad essere un punto di riferimento decisivo per migliaia di donne. Poi, nuovi problemi e lo sfratto dai locali storici hanno creato un altro periodo di difficoltà. Oggi è aperto in altra sede.

 

 

                                                 
 

                        

 

4) CASA DI ACCOGLIENZA DELLE DONNE MALTRATTATE                       www.cadmi.org

totali 50.000 € in due anni, elargiti a fondo perduto per finanziare il progetto Uscire dal Deserto.

 

COS’E’ L’ASSOCIAZIONE CASA DI ACCOGLIENZA DELLE DONNE MALTRATTATE

Nata nel 1986 dall'esperienza politica dell'U.D.I. (Unione Donne Italiane) di Milano, l'associazione CADM, associazione di volontariato – onlus, ha scopi esclusivamente solidaristici. Le sue azioni sono finalizzate a riconoscere valore al genere femminile, affermare la libertà e l'inviolabilità del corpo femminile, valorizzare le diversità di culture e di etnie come risorsa fondamentale per uscire dalla violenza, salvaguardare i diritti messi in discussione dalla violenza, rispondere ai bisogni delle donne che hanno subito  maltrattamenti e/o violenze in famiglia e nel sociale.

"Ritrovare valore ed autostima nella relazione con un’altra donna che diventa punto di riferimento e sostegno per uscire dalla violenza: è questo il nostro modo di articolare la pratica della differenza sessuale nel lavoro di aiuto alle donne in disagio. In ogni momento di ascolto, definizione di progetti, ospitalità, la relazione è il fondamento per le decisioni e le scelte. La metodologia sviluppata e diffusa da CADM in tutta Italia e tramite progetti europei mette la donna che subisce violenza al centro della sua storia e delle decisioni per allontanarsi dalla violenza, elabora una forma di consulenza che è fatta di sostegno e valorizzazione ed utilizza molti strumenti. In relazione con moltissime volontarie che hanno vissuto la nascita e lo sviluppo del progetto della CADM, le donne maltrattate ci parlano e ci indicano i tempi più importanti della nostra ricerca: uscire dalla dipendenza, misurarsi con le responsabilità, con la propria storia e con quella degli uomini che fanno violenza, riconoscere i danni subiti e trasformare la sofferenza in esperienza. Ritrovare le reti familiari positive, sostenere e comprendere la sofferenza dei propri figli. La Casa delle Donne Maltrattate continua la propria strada alla ricerca di modi nuovi e veri per aiutare le donne e per attuare la pratica della relazione fra donne: motore e stimolo di ogni evento formativo, di ricerca, di divulgazione e promozione di nuove metodologie."

 

COSA FA L’ASSOCIAZIONE CASA DI ACCOGLIENZA DELLE DONNE MALTRATTATE

La CADM "gestisce servizi di consulenza legale e psicologica, ospitalità ed accoglienza, orientamento al lavoro e sostegno pedagogico e psicomotorio alle donne che abbiano subito o subiscano violenze e maltrattamenti. Offre ospitalità nelle proprie strutture alle donne e ai loro figli quando necessario, garantendo riservatezza, anonimato e segretezza alle donne che si rivolgono all'Associazione.

Uscire dal deserto è  un progetto pilota, unico nel suo genere in Italia, dedicato a giovani donne con problemi di abuso sessuale all'interno della famiglia. "Uscire dal deserto" perché queste donne vivono i loro problemi in una sorta di terra di nessuno, fuori dalla tutela del Tribunale per i minori e prive di riferimenti alternativi."

 

5) OMBRETTA DE BIASE E MARINA SPADA
totali 10.000 € per l’organizzazione e lo sviluppo (sceneggiatura tecnica, documentazioni, traduzioni, ricerche storiche, incontri e interviste con studiose europee del settore, scelta delle locations, reperimento fondi…) di un progetto inedito che consiste nella realizzazione di un docudramma per la Televisione incentrato sulla storia delle Beghine e diviso in tre parti di 25 minuti ciascuna.

 

CHI SONO OMBRETTA DE BIASE E MARINA SPADA
OMBRETTA DE BIASE vive e lavora a Milano. E’ drammaturga e regista teatrale. Inizia la sua attività professionale nel 1970  con la messa in scena per il teatro Out-off della sua  pièce Lumini. Fra le opere di narrativa e saggistica: Un’ombra e lo scrittore di successo, Coco Martinez e il demone del teatro, La mia Argentina, Da Konstantin Stanislawskji a…Marlon Brando, indicazioni e suggerimenti per chi non si accontenta di fare l’attore ma vuole essere attore, editoria&spettacolo, 2° ed.. Fra i diversi premi: Città di Roma con Prova d’attrice, Città di Torino con Un’ombra e lo scrittore di successo, Rosso di San Secondo con Simone Weil, Città di Milano con La mia Argentina… Sue pièces sono state rappresentate in Italia e all’estero in teatri come il San Martin, teatro di Stato di Buenos Aires. Fra le opere rappresentate e replicate in Italia: Gilda,  Julius, Terzo Millennio, Giochi di Mas(s)a, Simone Weil, Ho amato Oblomov, Luna Rossa, Lola... Fra le regie: Mezzanotte non verrà rid. da 12h P.M. di Zelda Stein, Lo specchio rid. da: Lo specchio delle Anime semplici, di Margherita Porete (sec. XIII) La sirenetta rid. dal racconto omonimo di Marguerite Yourcenar …Ha ideato e diretto il Premio teatrale Fersen. Ha ideato e diretto le Rassegne teatrali Anima Mundi e Dopo Pirandello. E’ socia dal 2002  del circolo della Rosa presso la Libreria delle Donne di Milano.

MARINA SPADA, regista, ha iniziato l’attività professionale nel 1979 come assistente alla regia in Rai e con il film di Roberto Benigni e Massimo Troisi, Non ci resta che piangere. Negli anni ‘80 ha collaborato con le principali case di produzione pubblicitarie e diretto numerosi servizi televisivi e documentari. Dal 1993 alterna il lavoro di docente presso la Scuola di Cinema di Milano con l’attività di regista. Tra i suoi lavori principali i videoritratti di Arnaldo Pomodoro, Fernanda Pivano, Francesco Leonetti, Gabriele Basilico, Mimmo Jodice, Mario De Biasi e il cortometraggio L’astice con cui ha vinto premi nazionali e internazionali. Dopo l’esordio avvenuto nel 2002 con Forza Cani, Come l’ombra è il suo secondo lungometraggio ed è stato presentato al Festival di Venezia 2006, nella sezione Autori.

IL PROGETTO DI MARINA E OMBRETTA

“Riteniamo necessaria la realizzazione del docudramma in quanto è l’unico mezzo in grado di offrire al grande pubblico la conoscenza di una storia antica, cancellata dalla memoria storica dei popoli europei e tuttavia ancora in grado di stimolare le più varie considerazioni e riflessioni oltre ad aprire interrogativi non banali.

Infatti sottolineiamo che l’interesse per questo evento non si esaurisce in una mera conoscenza storica in quanto, fatti i debiti distinguo, presenta il modello di una pratica di pensiero e di vita  sempre e comunque attuale e attuabile.

Il fulcro della narrazione drammatizzata è la eccezionale vicenda di Margherita Porete da Valenciennes, Francia, senza dubbio e per alcuni versi più straordinaria di quella di Giovanna D’Arco.

In sostanza, fra il XII e il XIV secolo, la società è pervasa da una profonda crisi spirituale dovuta al degrado morale e alla corruzione della Chiesa. Ciò determina la nascita di un gran numero di sette religiose e movimenti ereticali, ovvero estranei all’ortodossia cattolica, che auspicano un ritorno alla semplicità evangelica. Fra questi movimenti, si sviluppa anche un pensiero e un modo di essere femminile che,  per originalità, spessore e diffusione, non ha riscontri nella storia. Si tratta del movimento delle Beghine.

Nel 1300 questo movimento arriva ad avere decine di migliaia di adepte sparse nei beghinaggi di ogni città europea. Ciò che sorprende maggiormente è soprattutto il suo aspetto di massa, il suo rapido diffondersi spontaneo in un’Europa in cui le comunicazioni fra città e Paesi non erano certo agevoli e veloci.

Sarebbe semplicistico, oltre che riduttivo, liquidare il fenomeno come l’effetto di una reattività femminile ad una condizione di vita umiliante ed oppressiva in una società profondamente misogina. Prova ne sia il fatto che mai assunse il carattere di conflitto, più o meno aperto, contro il potere costituito, ossia contro la Chiesa dei tempi, ma piuttosto di autonomia da quello stesso potere e senza lasciarsi intimorire dalla terribili conseguenze. In effetti alcuni studiosi oggi si chiedono di quali misteriose qualità fossero dotate queste donne per agire, vivere e pensare come agirono, vissero e pensarono.

Il compendio simbolico del movimento delle Beghine è rappresentato dalla figura di Margherita Porete da Valenciennes  e dalla sua morte tragica sul rogo come eretica relapsa, ossia recidiva e non pentita, solo per aver scritto un libro: Lo specchio delle anime semplici. Questo testo è oggi considerato unanimemente dagli studiosi il capolavoro della letteratura spirituale di ogni tempo. Il suo terreno è quello di Platone, Hegel, Spinoza… mentre il livello di scrittura è quello delle opere di Dante e Shakespeare.

In seguito l’intera vicenda delle Beghine è cancellata dalla storia, come cancellate furono vite e opere di molte delle protagoniste. Com’è noto, la parola beghina o bizzoca, richiama tuttora connotazioni fortemente dispregiative mentre il pensiero femminile medievale si identifica nelle sante della tradizione religiosa che si ispira al francescanesimo e al De imitatione Christi (1320), come Caterina da Siena e Chiara d’Assisi, ovvero si riduce al convenzionale stereotipo iconografico e gestuale della martire-e-santa, penitente, auto-flagellante, genuflessa, con occhi lacrimanti rivolti perennemente al cielo e mani giunte.

Scopo del docudramma è quindi quello di rivedere questa storia nella sua verità, e nel suo contesto culturale, politico e sociale. In questo modo anche la vicenda eccezionale di Giovanna D’Arco, beghina o cresciuta in quell’ambiente, unica figura famosa appartenente a questa storia, ma mai collegata alla stessa, potrebbe divenire più comprensibile, anche  per la nostra cultura moderna.”

 

6) LIBRERIA DELLE DONNE DI MILANO www.libreriadelledonne.it
totali 4.000 € elargiti a fondo perduto per la realizzazione di un archivio consultabile di libri preziosi ed esauriti.

COSA E’ LA LIBRERIA DELLE DONNE DI MILANO
La Libreria delle donne “è nata nel 1975 in Via Dogana e dal 2001 si è trasferita  in Via Pietro Calvi, 29 con accanto il Circolo della Rosa, dove si tengono incontri e iniziative. E’ una cooperativa di circa 60 donne, la gestione è assicurata da turni settimanali volontari. La Libreria annovera circa 12.000 titoli e  più di 6.400 autrici. Nel 1975 è stato scelto di tenere solo libri di donne perché in quegli anni c’era poca attenzione alla scrittura femminile. Di recente sono presenti in libreria libri e riviste dove donne e uomini si confrontano a partire dalla propria esperienza.”

 

                         

                                                         (disegno di Pat Carra – www.patcarra.it)

 

COSA FA LA LIBRERIA DELLE DONNE DI MILANO

“La pratica della libreria è essenzialmente politica. Non una politica dell’istituzione o di partito né di schieramento: una politica che nasce dall’esperienza dello stare insieme in una impresa di donne, una politica di rapporti, di scambio, di riflessione che parte da ognuna di noi e da un fare concreto. La Libreria pubblica la rivista Via Dogana, in vendita anche per abbonamento, I quaderni di Via Dogana che distribuisce in proprio in alcune librerie “preferite” - ed effettua vendite per corrispondenza. Tutto ciò che succede in Libreria è contenuto nel sito internet, dando così la possibilità a donne lontane di confrontarsi e collaborare. La storia della Libreria è stata raccontata nel libro collettivo Non credere di avere dei diritti, edito da Rosenberg & Sellier nel 1987 e tradotto in tedesco, inglese e spagnolo.

 

Il progetto finanziato riguarda l'archivio – consultabile - di libri preziosi ed esauriti (alcune riviste storiche e tesi di laurea sulla politica delle donne, la bibliografia di Bibi Tomasi, intere collane di Editrici che hanno cessato l’attività: Edizioni delle Donne, Scritti di Rivolta femminile, Savelli, Mazzotta, Estro, Collana Il pensiero della differenza degli Editori Riuniti, La Rosa, La Tartaruga primi anni e altri)  che la Libreria delle donne ha accumulato dal 1975.”

 

7) FONDAZIONE ELVIRA BADARACCO, MILANO

www.fondazionebadaracco.it
totali 25.000 € a titolo di prestito rimborsabile in 5 anni senza interessi, per le spese di acquisto della nuova sede della Fondazione, acquistata con il contributo di un finanziamento straordinario del Ministero Beni Culturali.

COS’E’ LA FONDAZIONE ELVIRA BADARACCO:
“Creata dal Centro studi fondato da Elvira Badaracco e Pierrette Coppa nel 1979, voluta da Elvira, che ha lasciato per questo il suo patrimonio, e realizzata per l’impegno di Annarita Buttafuoco: allo stato attuale, l’unica Fondazione in Italia vincolata alla storia e alla cultura delle donne riconosciuta dal Ministero Beni Culturali, autonoma rispetto alle istituzioni e ai partiti. Negli anni abbiamo lavorato in rapporto alle associazioni di donne, alle Università e alle istituzioni culturali attive a Milano e sul territorio nazionale, conservando i rapporti nel tempo stabiliti in ambito europeo. I finanziamenti, vincolati a progetti, ci hanno consentito di valorizzare il patrimonio documentario via via acquisito, coinvolgendo nel nostro lavoro (con piccoli contratti) giovani donne interessate alla storia, passata e presente, delle donne.”

 COSA FA LA FONDAZIONE ELVIRA BADARACCO:

“Scopo della Fondazione è quello di promuovere lo studio della cultura e dell'esperienza politica e sociale delle donne, con specifica attenzione alla storia dell'associazionismo femminile e del femminismo.”

8) PROGETTO DELL’ASSOCIAZIONE TALENTS DE FEMMES
- totali 1.500 € a fondo perduto, a sostegno del progetto per la formazione di giovani scrittrici del Burkina Faso. 

 

COS’E’ E COSA FA L’ASSOCIAZIONE TALENTS DE FEMMES:

Alcune donne della Libreria delle Donne di Milano ci hanno coinvolte nel progetto. Ecco la loro lettera. (Ognuna e ognuno di voi può naturalmente contribuire, trovate qui in fondo le coordinate per fare il versamento postale.)

 

Sostegno al progetto dell'Associazione "Talents de Femmes" per la formazione di giovani scrittrici burkinabé.

 
Alcune di noi della Libreria delle Donne di Milano sono entrate in contatto con "Talents de femmes" attraverso Odile Sankara, che è nel gruppo fondatore di questa associazione.
Odile Sankara è un'artista burkinabé di teatro e di cinema. La sua specialità è la narrazione: raccoglie le storie del suo paese, il Burkina Faso, e le sceglie per raccontarle in francese - lingua ufficiale per via della colonizzazione - ma con lo stile tradizionale africano, accompagnandole con il canto e la danza. Lei e la sua associazione fanno teatro come presa di coscienza femminile e valorizzazione della donna artista. Sankara è un cognome famoso nel suo paese e in tutta l'Africa: suo fratello Thomas Sankara è stato l'amato presidente del Burkina dal 1983 al 1987, anno in cui è stato ucciso. A lui si deve il cambio del nome, da Alto Volta a "Paese degli uomini onesti", così all'incirca si possono tradurre le parole Burkina Faso. Proprio a quegli anni si deve il risveglio culturale che tuttora anima questo paese tra i più poveri dell'Africa. Nel ‘92 assieme alle sue compagne Marceline Compaoré e Léontine Ouédrago, Odile ha fondato l'associazione "Talents de femmes". Ha sede a Ouagadougou, capitale del Burkina, e attualmente raggruppa una ventina tra insegnanti, letterate, coreografe, attrici, formatori e assistenti culturali. Vogliono promuovere il talento femminile in ogni ambito delle arti e dello spettacolo e far emergere la parola femminile come apporto delle donne alla cultura del Burkina. L'associazione in questi anni ha realizzato spettacoli, promosso discussioni, organizzato festival.
Quando abbiamo conosciuto Odile era molto appassionata a un'idea appena nata e che aveva bisogno di sostegno anche finanziario: il "Progetto per sostenere la formazione letteraria delle ragazze delle scuole superiori", con l'obiettivo di interessare le ragazze alla scrittura e contribuire all'emergere di giovani scrittrici nel Burkina Faso. Proprio quest'ultimo progetto è quello che più ci ha parlato di una strada di libertà femminile cercata per sé e per le giovani attraverso il saper parlare di ciò che si vive, di ciò che si sa o si desidera, pur in mezzo a difficoltà e problemi di cui Odile è ben consapevole. Per questa ragione abbiamo cercato sostegno al suo progetto proponendolo per il premio Grazia Zerman, premio creato da un lascito di un’amica della Libreria delle Donne di Milano morta precocemente. Così nel 2004 si è potuta realizzare la prima edizione del concorso letterario “Voix de Femme-Grazia Zerman”, e vi hanno partecipato più di 200 ragazze burkinabé delle scuola medie superiori di diverse zone del Burkina Faso. Due dei racconti premiati, di Christine Sayoré e Lenglengue Saibata, sono  pubblicati in Diritti in gioco, a cura di Michela Bianchi, libro appena uscito rivolto alle scuole, edito da MC editrice  in collaborazione con la Fondazione Franceschi. E’ stata poi realizzata la seconda edizione: la premiazione si è tenuta nel dicembre 2006.
Si tratta di assicurare continuità a un progetto che, proprio per gli scopi che si prefigge, non può esaurirsi in edizioni sporadiche. Per questo occorrono finanziamenti capaci di garantire il suo estendersi e approfondirsi su più anni, in modo tale da accompagnare la formazione di giovani talenti letterari burkinabé.

Per Inviare il tuo contributo:

Conto Corrente Postale n. 58609603 intestato a Cosentino Vita e Rinaldi Maria

Causale: Per il Burkina.

 

9) ASSOCIAZIONE FUIROSA (Tricase, Lecce)

- totali 1.600 € elargiti a fondo perduto per l'acquisto del materiale indispensabile alla realizzazione di rassegne cinematografiche che presentano film realizzati da donne.

 

COS’E’ L’ASSOCIAZIONE FUIROSA

 L’associazione Fuirosa è nata nel 2005, nel sud Salento, per iniziativa di un gruppo di donne di diversa età, provenienza e cultura, che condividono la volontà di esprimere, in varie forme, il pensiero e la visione del mondo al femminile. Il nome Fuirosa è citazione da una poesia della socia fondatrice Maura Pacella Coluccia, poeta e artista, scomparsa nel giugno del 2008.  L’intento dell’associazione è dare possibilità alle donne di formulare desideri, emozioni, idee e progetti attraverso confronto, dibattito e divertimento, costruendo percorsi, laboratori ed esperienze.

 

COSA FA L’ASSOCIAZIONE FUIROSA

“Tra le nostre iniziative quelle che fin dall’inizio ci hanno appassionate ed unite di più, sono le rassegne di cinema fatto da donne, intitolate I piedi nel piatto. Dall’estate 2006 sono state organizzate cinque rassegne a Tricase ed Alessano, patrocinate dai rispettivi comuni. Vogliamo che i giovedì di cinema al femminile diventino un appuntamento permanente, perché rappresentano l’unica iniziativa nel territorio di Finis Terrae che offre la possibilità di vedere rassegne di film di autrici.” Per la quinta rassegna, fra dicembre 2008 e gennaio 2009, la scelta è stata una selezione di film del Concorso Internazionale & Festival Itinerante di Cinema Indipendente delle donne, con a tema Esperienze di Libertà Femminile, organizzato dal nostro Trust. (2007-2008).

  

                                   

 

 

10) LIBRERIA DELLE DONNE DI MILANO www.libreriadelledonne.it

- totali 10.000 € elargiti a fondo perduto per la realizzazione di un film sulle originali forme politiche che il femminismo italiano si è dato, vale a dire l’autocoscienza, il partire da sé e la pratica della relazione. Il documentario, dal titolo provvisorio Narrare il femminismo sarà realizzato dalla Cooperativa L’Altra Vista - società di produzione audiovisiva di donne che ha fatto documentari molto belli su personalità femminili (Carla Lonzi, Cristina Campo, Goliarda Sapienza, ecc.) e su pratiche politiche di donne (l’ultimo sulle maestre di scuole elementari di Milano in relazione tra loro).

 

11) AIDOS – (Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo) www.aidos.it
- totali 15.000 € elargiti a fondo perduto in tre anni (2009-2010-2011) nel progetto Il Trust adotta Aidos.

- totali 50.000 € elargiti a fondo perduto in cinque anni (dal 2012 al 2016) sempre nel progetto Il Trust adotta Aidos

 

COS’E’ AIDOS:

“Il nostro cammino è iniziato nel 1981, con la fondazione dell'Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo (AIDOS), associazione di donne e allo stesso tempo organizzazione non governativa di cooperazione, riconosciuta nel 1992 dal Ministero degli Affari Esteri come ente idoneo a gestire fondi pubblici per la realizzazione di progetti di cooperazione allo sviluppo. Fin dalla sua fondazione, AIDOS ha lavorato - nei paesi in via di sviluppo, in Italia e nelle sedi internazionali - per costruire, promuovere e tutelare i diritti, la dignità, il benessere e il progresso di tutte le donne. Di progetto in progetto e di campagna in campagna, AIDOS lavora in partenariato con organizzazioni e istituzioni locali, per fornire strumenti alle donne e alle loro organizzazioni, soprattutto nei settori in cui l'esperienza del movimento femminile in Italia ha dato i frutti più significativi. L'approccio di AIDOS nasce quindi dal dialogo ininterrotto e paritario con le organizzazioni femminili e non governative di tutto il mondo e dalle radici nel movimento femminista italiano.”

 

COSA FA AIDOS:

“AIDOS collabora con organizzazioni partner nei diversi paesi per la costruzione comune di progetti mirati ai bisogni specifici delle donne e allo sviluppo di strategie comuni perché tali bisogni siano soddisfatti.  Ma la soluzione del problema specifico di una determinata comunità, necessariamente circoscritta, non può bastare: bisogna influire positivamente sulle politiche governative per contribuire a migliorare le condizioni di vita di tutte le donne e della popolazione del paese interessato. Per questo, tutti i progetti di AIDOS prevedono anche un'importante attività di sensibilizzazione e informazione.”

 

12) ASSOCIAZIONE TURBO LENS

- totali 2.500  € elargiti a fondo perduto per la distribuzione e la sottotitolatura del documentario Zanzibar: una storia d’amore.

La Turbolens, associazione di donne con sede a Roma, ha realizzato con interviste e materiale di repertorio inedito il documentario che ripercorre le tappe della vita dello storico Zanzibar. Aperto a Roma alla fine degli anni Settanta, Zanzibar è stato il primo bar per sole donne in Italia. Prodotto da Franca Zacchei e Stefania De Biase per la regia di Francesca Manieri e Monica Pietrangeli, il documentario è stato selezionato al Festival internazionale del cinema di Firenze (2009) -  ed Evento speciale Tekfestival 2010 (per contatti zanzibardoc@gmail.com)

 

13) Associazione Sud Est Donne, Conversano (www.sudestdonne.it )

- totali 25.000 € elargiti a titolo di prestito senza interesse per continuare le attività dando lavoro a circa dieci donne in precedenza rimaste disoccupate, in attesa dell’arrivo dei finanziamenti ottenuti dalla regione Puglia per i progetti Banca del Tempo, Rete anti-violenza, R.I.S.S. Rete integrata servizi socio-sanitari e altri. Il prestito è stato restituito nei tempi concordati.
COS’E’  SUD EST DONNE:

"L’Associazione SUD-EST DONNE è una Associazione di Promozione Sociale, nata nel sud est barese per iniziativa di un gruppo di giovani donne provenienti da alcuni comuni dell’area, diversamente impegnate nel mondo del lavoro, della cultura, dell’impegno civile e sociale col fine di promuovere la piena e reale cittadinanza delle donne a livello sociale, culturale, economico e politico ma anche con l’obiettivo di favorire l’integrazione e la partecipazione attiva delle cittadine e dei cittadini alla vita sociale, culturale, economica e politica della collettività andando ad operare in modo particolare sugli ostacoli che di fatto impediscono la partecipazione attiva, in modo particolare quella delle donne."

"Raccoglie i bisogni, i desideri e le ambizioni delle donne che vivono nel sud est barese (territorio compreso tra i confini dell'area metropolitana di Bari, la costa fino a Monopoli e l'area interna fino ai confini della Valle d'Itria). Si pone come loro punto di riferimento nella ricerca di affermazione professionale, sociale e personale. È stato inaugurato ufficialmente il 28 maggio 2008, grazie al finanziamento POR PUGLIA 2000-2006 FSE Asse III Misura 3.14 - Azioni di accompagnamento”.

 

COSA FA SUD EST DONNE:   

Ha costituito e gestisce un CENTRO STUDI SULLE PARI OPPORTUNITA’ E SULLE POLITICHE DI CONCILIAZIONE che dispone di una biblioteca dedicata alle tematiche legate alla condizione femminile, non solo dell'area del sud est barese ma anche in ambito regionale, nazionale ed internazionale; promuove attività e percorsi formativi volti a fornire e consolidare le conoscenze e le competenze nei diversi settori direttamente ed indirettamente legati alla condizione femminile nel sudest barese; ha in corso progetti internazionali (grundtvig, Public and private partnership for the promotion of Local Economic Development in Beirut Southern Suburbs); ha costituito la Banca del Tempo, "uno strumento per conciliare il tempo del lavoro professionale, il tempo di lavoro familiare e il tempo libero, per aiutarsi nelle piccole necessità quotidiane nell’ottica del miglioramento della qualità della vita. E’ strumento di mutuo aiuto, di valorizzazione delle competenze, di solidarietà e di conciliazione, di scambio tra generazioni ed esperienze di vita differenti"; organizza seminari, incontri, ricerche, pubblicazioni... Ha sede presso la Stazione delle Ferrovie Sud Est a Conversano (Bari).

 

14) IAPH Italia Associazione internazionale delle filosofe ( http://www.iaphitalia.org/ )

- totali 3.000 € elargiti a fondo perduto per il Progetto Atelier.

COS’E’  IAPH Italia:

E' il coordinamento italiano dell’Associazione Internazionale delle Filosofe.  Sono attualmente coordinatrici dell’iniziativa Francesca Brezzi, Federica Giardini, Annarosa Buttarelli, Sandra Burchi.

COSA FA  IAPH Italia:

"Promuove l’informazione, la discussione e la collaborazione tra coloro che, impegnate nell’insegnamento e nella ricerca in luoghi non solo accademici, coltivano la passione per la filosofia a partire dal pensiero di donne. Il sito IAPh-Italia è concepito come luogo di raccordo e di informazione per docenti, studenti e donne impegnate in percorsi di ricerca. Proprio per questo troverai online una sezione dedicata alle Autrici, donne che fanno soprattutto riferimento al pensiero filosofico, e una dedicata alle Interlocutrici in Italia e all’estero, donne di formazione ed ispirazione diversa, oltre alla nuova sezione Interlocutori dedicata ai pensatori che hanno saputo stabilire una relazione tra il loro lavoro e il pensiero delle donne. A queste si accompagna una ricca sezione di materiali pensata per fornire spazi di ricerca, diffusione di informazioni e rafforzamento del lavoro già in corso in molte università e centri in Italia".

Il progetto ATELIER: "Atelier, il pensiero dell’esperienza. Intendiamo  raccogliere e sviluppare i pensieri generati dall'esperienza - motore della politica delle donne. Le urgenze del nostro tempo prendono corpo attraverso articoli, documenti, interventi... Nascono gli Atelier, spazi in costruzione dedicati ai contributi di attiviste e studiose".

 

15) mag verona  Società Mutua per l'Autogestione

- totali 8.000 € elargiti a fondo perduto per il progetto L'impresa sociale come bene comune a partire dal testo Governare i beni collettivi di Elinor Ostrom.

COS’E’ MAG VERONA: “La Mag. Soc. Mutua per l’Autogestione nasce a Verona nel 1978 sulla scia di tante esperienze di autogestione che si costituiscono in Italia nel lavoro industriale, in agricoltura e nei servizi. Fin dall’inizio la Mag orienta i/le associati a ripensare l’uso del denaro privato e ad indirizzarlo ad attività sociali e mutualistiche. Nasce così la finanza etica e solidale a cui si ispirano altre 6 Mag in Italia. La Mag nasce come Società di Mutuo Soccorso – in base a una legge del 1886 – legge ancor oggi presente nell’ordinamento giuridico italiano”.

 

 

COSA FA MAG VERONA:

"Scopo della Mag, attraverso il Centro Servizi dedicato, è promuovere e accompagnare con percorsi di orientamento, di formazione professionale e culturale, con servizi imprenditivi e di microfinanza, Imprese Associative e di lavoro non a scopo di lucro condotte con il metodo dell’Autogestione (Cooperative Mutualistiche, Associazioni d’Impresa, Fondazioni di Comunità, Onlus). Le realtà imprenditive collegate stabilmente alla Mag sono circa 350 ed operano in diversi settori: agricoltura biologica; accoglienza, cura e inserimento lavorativo di soggetti con svantaggi fisici ed ambientali; servizi socio-sanitari alle persone; produzione e commercializzazione di prodotti artigianali e industriali; servizi tecnici e ausiliari; educazione e animazione; commercio equo e solidale; servizi sul territorio; ricreazione, cultura e arte. Oltre 800 sono state le imprese sociali nate e cresciute con i supporti della Mag nel tempo. Dal 2005 la Mag ha attivato, nell’ambito di un progetto europeo Equal, uno sportello di microcredito, che offre attività di prestito a persone e microimprese in situazioni di povertà di nuova generazione, che non trovano risposte al loro bisogno di credito nel circuito bancario tradizionale."

MAG VERONA è un mondo, scopritelo qui: http://www.magverona.it/

 

16) Zephyro Edizioni, Treviglio (BG) (http://www.zephyro.it/ )

- totali 15.000 € elargiti a fondo perduto per affrontare il periodo di crisi e difficoltà e poter continuare l'attività.
- totali 15.000 € elargiti per le stesse ragioni a titolo di prestito senza interesse rimborsabili entro dicembre 2017.

COS’E’ ZEPHYRO:

"Nel mito, Zephyro è quel provvidenziale vento che trasportò la bellissima Psiche, sola ed esiliata da umani e divini, nel regno incomparabile di Eros, soltanto col quale potrà prendere coscienza della sua profondità, in perenne tensione tra perdita e ritrovamento, tra il rifrangersi nel multi-verso e il riflettersi nell'uni-verso. Nel presente, Zephyro è un progetto unitario di diffusione del pensiero psicoanalitico che si realizza mediante l'uso di due strumenti mediatici sviluppatisi in due diversi tempi: la Casa Editrice Zephyro Edizioni Srl, che nasce nell'ottobre 1999 ad opera di nove donne e pubblica il suo primo libro nell'anno 2000, e la Libreria virtuale Psicoanalisi Bookshop, PBS Zed, che nasce nell'ottobre 2001."

 

COSA FA ZEPHYRO:

"Pubblica le collane Anelito, Anima & Spirito, Blu lontano, Discipline Eccentrica, Film & Psiche, Primavera, e gestisce PBS, la prima libreria di psicoanalisi on line. Nata a Milano nell’ottobre 2001 come filiazione del progetto editoriale, inizialmente come semplice sito esplorativo e come portale nel 2004, ha raggiunto in breve tempo più di 10.000 visite al mese.  Oggi ha oltre 1.000.000 di accessi mensili e  sempre più numerosi/e iscritti/e alle newsletter quindicinali, in prevalenza  psicoterapeuti di vari indirizzi, studenti e docenti di psicologia e persone comunque interessate al vasto campo delle scienze umane."

 

 

17) Centro di Documentazione e Studi delle Donne, Cagliari

(http://www.cdsdonnecagliari.it/ )

- totali 15.000 € elargiti a fondo perduto per sostenere l'attività nella contingenza critica di riduzione delle risorse provenienti da entrate istituzionali.

COS’E’  IL CDS DONNE DI CAGLIARI:

"La divisione sessuale del lavoro ha costretto la donna nel ruolo di riproduzione della specie e ha segnato il suo corpo, quindi le sue capacità espressive, censurandola nel pensiero, nella gestualità, nella parola, nella scrittura" (dal primo manifesto della Cooperativa, 1977). In quell'anno alcune donne, riflettendo su questo pensiero, maturato a partire dalle proprie esperienze, si convincono della necessità di dare visibilità alla cultura, alla ricerca, alla politica e alla storia delle donne e si riuniscono in cooperativa aprendo a Cagliari la Libreria delle donne.  La sede di Via Lanusei 15 diventa un punto di riferimento per la presentazione di libri, dibattiti, seminari, laboratori. In una città di piccole dimensioni una libreria specializzata non resiste alle esigenze commerciali e la cooperativa decide di dedicarsi alla creazione di un Centro di documentazione e continua a portare avanti l'attività culturale e politica. La riflessione condotta dalle donne aveva intanto messo in luce quanto poco "neutro" fosse il lavoro archivistico e biblioteconomico e quali implicazioni politiche fossero presenti nei confronti dell'attività intellettuale delle donne in un campo valutato come esclusivamente tecnico e specialistico. La decisione di far circolare i saperi delle donne, ha reso perciò necessario procedere all'organizzazione del materiale documentario secondo due direttrici. Da una parte scegliere una modalità di classificazione e catalogazione che rispondesse sia alle regole catalografiche internazionali che alle esigenze di rappresentazione dei documenti presenti nel Centro, dall'altra rafforzare i rapporti con gli altri Centri di documentazione delle donne per realizzare una rete informativa e bibliografica nazionale con l'adozione di un catalogo collettivo.  La Rete Lilith, di cui il Centro di Cagliari è socio promotore, nasce da questa esigenza.  Il Centro è convenzionato con l'Università degli Studi di Cagliari e con l'Ufficio Orientamento delle Università di Cagliari e Sassari per l'attivazione di tirocini.

COSA FA IL CDS DONNE DI CAGLIARI:

I settori di attività della Cooperativa riguardano Attività di documentazione, di r, icercadi formazione. Inserito nel Sistema urbano di lettura, con una convenzione con l'assessorato alla Cultura del Comune di Cagliari, il Centro di documentazione raccoglie il materiale documentario sulla memoria, la politica, la cultura e la storia delle donne, la legislazione regionale, nazionale ed europea che riguarda le donne; offre la consultazione gratuita ed il prestito a domicilio di libri, riviste e documenti posseduti dal Centro; informa sul materiale documentario della Base Dati Nazionale LILITH, sul materiale librario specializzato posseduto dalla Biblioteca Provinciale di Cagliari, sul materiale librario specializzato posseduto dalla Biblioteca Comunale Is Bingias, sul materiale documentario del Centro di documentazione della Commissione Regionale Pari Opportunità, sui programmi televisivi realizzati sulle donne e da donne registe della Sede RAI Regionale. Fornisce servizi specializzati nel settore della documentazione: raccolta di dati, bibliografie, collegamenti Internet con Biblioteche e Banche-dati. Ha stipulato una convenzione con L'Università degli Studi di Cagliari e con l'Ufficio Orientamento per l'attivazione di tirocini post laurea. Organizza convegni, mostre, seminari, il laboratorio di lettura e analisi politica "Screditare le parole vuote", presentazione di libri e riviste”.

 

 

18) Centro della Famiglia di Bresso (Milano)

- totali 15.000 € elargiti a fondo perduto per il progetto "Incontri nelle storie al femminile".

COS’È IL CENTRO FAMIGLIA di Bresso

Il Centro è un consultorio di ispirazione cristiana. Presente nei Tavoli del Piano di Zona, collabora in rete con le associazioni di volontariato del territorio, con centri di ascolto, Caritas, centri culturali, scuole primarie e secondarie di primo grado del territorio, Università Cattolica di Milano, ASL, CPS..."

COSA FA IL CENTRO FAMIGLIA di Bresso

Attraverso molteplici figure professionali, (psicoterapia, ginecologia, ostetricia, consulenze legali, eccetera) il Centro “assicura servizi di accoglienza e tutoring”. Il Trust ha finanziato in particolare il progetto "Incontri nelle storie al femminile", pensato da donne per donne.

 

19) Asociación Jatarishun Warmicuna di San Pedro, Ecuador

- totali 3428 € elargiti a fondo perduto per il progetto "Artigianato e tessuti per abiti".

- totali 3428 € elargiti a titolo di prestito senza interessi ancora per il progetto "Artigianato e tessuti per abiti" (scadenza prestito aprile 2018).

COS’È E COSA FA JATARISHUN WARMICUNA

Jatarishun Warmicuna è una associazione nata per volontà di quindici donne di varie età della comunità rurale di San Pedro in Ecuador. Il loro scopo è lavorare insieme producendo abiti e decorazioni per abiti e per la casa, aggiungendo un'attività di commercio diretto della loro produzione.

 

20) Associazione Orlando - Server Donne di Bologna

- totali 54.000 € elargiti a fondo perduto per le annualità 2013 (18.000 €) 2014 (18.000 €) e 2015 (18.000 €) a sostegno del Server Donne.

          

COSA SONO E COSA FANNO L'ASSOCIAZIONE ORLANDO, IL SERVER DONNE, IL CENTRO DELLE DONNE, LA BIBLIOTECA... A BOLOGNA?

È un mondo da scoprire, se non lo conoscete: nella sede splendida dell'ex Convento di santa Cristina, ci sono femministe impareggiabili. Da un progetto nato negli anni Settanta come Centro di Documentazione, Ricerca e Iniziativa delle Donne per opera dell'Associazione Orlando, è poi arrivata la Biblioteca, e poi ecco l'Archivio delle Donne, e poi il Centro Risorse di Genere, e poi il Server Donne, e poi R@W (Recycle @ Women) e poi la Libreria Casa Editrice digitale, e poi e poi e poi... Impareggiabili e senza sosta, le amiche bolognesi!

 

21) Associazione CERCHIO SACRO DELLE DONNE

- totali 1.080 € elargiti a fondo perduto per le annualità 2013 (540 €) e 2014 (540 €) a sostegno del Progetto "Stella del Mattino" di Monticello Amiata (Gr).

COS’È IL CERCHIO SACRO DELLE DONNE

Nasce nel 2004 "dalla visione e dal sogno di sedere in un cerchio di sorelle per condividere insegnamenti matriarcali, per condividere le nostre storie, per risvegliare il nostro potere di donne, con l'intento di ricevere e ritrovare l'antico sapere femminile tramandatoci dalle nostre antenate che hanno custodito la conoscenza."

COSA FA IL CERCHIO SACRO DELLE DONNE

"Propone incontri e seminari in cui donne di tutte le età possono contattare la sacralità del femminile e la loro creatività infinita. È il diritto di nascita di ogni donna ricevere  questi insegnamenti per camminare in bellezza nella nostra vita quotidiana e per fare la differenza nel mondo."

All’interno di queste attività il Progetto Stella del Mattino, per donne dai sedici ai ventisette anni, prevede incontri preliminari sulle Culture di Partnership - cioè sul lavoro di Marija Gimbutas e della sua studiosa e “erede” Riane Eisler – e poi inserimento delle giovani partecipanti nei seminari del Cerchio Sacro.

 

22) Enciclopedia delle Donne

- totali 3.500 € elargiti a fondo perduto, per il rifacimento del sito web (Enciclopedia delle Donne)

- totali 12.500 € elargiti a fondo perduto per il progetto della mostra “La Signorina Kores e le altre. Donne a Milano 1950-1970”.

COS'È L'ENCICLOPEDIA DELLE DONNE

Nata il 30 luglio del 2010, la Società per l'Enciclopedia delle donne è una Associazione Culturale senza fini di lucro. Socie e soci sono benvenute e benvenuti, e possono contribuire a rinsaldare il futuro dell'Enciclopedia. www.enciclopediadelledonne.it

COSA FA L'ENCICLOPEDIA DELLE DONNE

"Qui costruiamo l'Enciclopedia delle donne. Ci sono tanti pezzi sparsi di questa enciclopedia possibile: Centri di documentazione, Librerie, Associazioni, Biblioteche, Archivi, Università, siti, ovunque la ricerca, la tessera del mosaico. Contraccambiamo questo immenso lavoro, già avviato prima di noi (prima, prima, prima) con la costruzione di questa Enciclopedia, cioè un'operazione che da sempre si propone di radunare, costruire e divulgare. Che cosa? Intanto la conoscenza, nomi e cognomi (...) ogni singola storia va in un paesaggio pieno di storie, e tutto diventa la Storia. Ma senza la storia delle donne - di tutte le donne - non si fa una bella Storia: si fanno degli schemi (...) delle approssimazioni che non somigliano più a niente."

 

23) CENTRO BENESSERE MATERNITA' DI FIRENZE

- totali 30.000 € elargiti a fondo perduto per il Progetto Benessere Maternità a Impruneta (Firenze)

- totali 30.000 € elargiti a titolo di prestito senza interessi, ancora per il Progetto Benessere Maternità (scadenza dicembre 2018). www.benesserematernita.it

COS'È E COSA FA IL CENTRO BENESSERE MATERNITÀ

Il CBM è un progetto della Scuola elementale di Ostetrica - che ha "un corpo docenti formato da ostetriche provenienti da diverse città italiane con esperienza decennale, coadiuvate da un staff organizzativo tutto al femminile".

Pur avendo incontrate più difficoltà del previsto, il progetto CBM continua nel desiderio di realizzare "un luogo dove valorizzare la competenza materna, socializzarla e restituire alle donne il timone del loro divenire, essere o non essere madri. (...) L'obiettivo è unire l'attività della Scuola a un servizio concreto per le donne, liberando la nascita dalla sua segregazione medica e dai tabù antichi. (...) Il progetto prevede la collaborazione di una scuola steineriana, dall'asilo alla maturità, e altre attività formativa e di salute."

 

24) Associazione Onlus Nondasola di Reggio Emilia (www.nondasola.it)

- totali 3.000 € elargiti a fondo perduto, per il "Progetto In-differenza".

COS'È E COSA FA L'ASSOCIAZIONE NONDASOLA

L'associazione si è costituita nel 1995 (è diventata onlus dal 1998) con lo scopo principale di "offrire sostegno concreto alle donne che decidono di uscire da situazioni di violenza e di maltrattamenti".

"Uscire dalla violenza è possibile attraverso il dirsi, il confrontarsi, il relazionarsi, uscendo dal muro di silenzio e di vergogna".

Nondasola fa parte di D.i.Re, l'associazione nazionale che "raccoglie in un unico progetti i sessantadue Centri e le Case delle Donne che in vent'anni di attività hanno dato voce a sapere e studi sul tema della violenza alle donne, supportando migliaia di donne ad uscire insieme ai propri figli/e dalla violenza e a conquistare la libertà."

Il Progetto In-differenza, avviato dal 1999, prevede un'attività di formazione, con finalità di prevenzione, rivolta a docenti e studenti delle scuole di Primo e Secondo Grado con la finalità di agire sulla relazione maschile femminile per educare alla reciprocità e prevenire qualsiasi forma di violenza.

 

25) Associazione Arcilesbica di Bologna (Arcilesbica Bologna)

- totali 1.500 € elargiti a fondo perduto per il "Festival di cultura lesbica Soggettiva 2013".

 

COS'È ARCILESBICA BOLOGNA

"Costituita e diretta da donne, l'Associazione nasce nel 1998 a conclusione di un percorso articolato di autonomia e di autorappresentazione delle lesbiche dentro il movimento omosessuale misto sia nazionale sia locale."

COSA FA ARCILESBICA BOLOGNA

"Tra le varie attività del circolo si trovano dibattiti politici, presentazioni di libri, proiezioni video, la consolidata e autorevole rassegna Soggettiva (letteraria e cinematografica) all'interno di Gender Bender, convegni su temi di attualità politica, corsi di formazione, spettacoli teatrali, pride e feste. Innumerevoli le campagne di sensibilizzazione contro l'omofobia e le discriminazioni cui il circolo ha partecipato, per l'autodeterminazione delle donne, per la tutela della salute e contro la violenza alle donne."

 

26) Stefania Pigliacampo come rappresentante del gruppo di donne che avvia il progetto CASAMICA in attesa della costituzione di ALVEARE CAGLIARI

- totali 15.000 € elargiti a fondo perduto per il primo (2013/14) anno di affitto della sede, in attesa della costituzione dell'Associazione Alveare Cagliari.

 

27) Associazione Alveare Cagliari

-  totali 15.000 € elargiti a fondo perduto, per il secondo (2014/15) anno di affitto della sede.

COS'È E COSA FA L'ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALVEARE

Nata dal desiderio di Giovanna Foglia, l'Alveare è una associazione nazionale con differenti sedi locali, ciascuna con proprie caratteristiche, tutte con un medesimo statuto. "Gli Alveari sono spazi multifunzionali dove arte, musica, scrittura, teatro, cinema, politica e ballo si esprimono. Ci si trovano anche una fucine dei saperi (consultori di varie professionalità) e innumerevoli corsi. In alcuni si può mangiare, bere, dormire. In tutti si possono avere scambi, migliorando le relazioni tra donne."

La sede nazionale è alla Masseria Le Sciare - in Salento. Altre sedi a Milano, Bologna, Lecce, Cagliari...

 

28) ESTER BIASINI, LECCE

- totali 7.500 € elargiti a fondo perduto per il progetto Donne Insieme, di Cohousing anziane.

Il progetto di Ester Biasini offre a cinque o sei donne anziane rimaste a vivere sole, e senza famigliari, di abitare con altre ricevendo vitto, alloggio, compagnia, e assistenza medica e infermieristica su richiesta - a prezzo abbordabile.

 

29) ASSOCIAZIONE FUORICAMPO DI BOLOGNA

- totali 1.000 € elargiti a fondo perduto per il Bologna Lesbian Film Festival 2014 "Some Prefer Cake".

 

30) Associazione Albero di Antonia, Orvieto

www.alberodiantonia.org

- totali 30.000 € elargiti a titolo di prestito senza interessi (scadenza maggio 2015) utile a far fronte agli impegni in attesa di ricevere le somme vinte con il bando del Dipartimento Pari Opportunità.

COS'È L'ALBERO DI ANTONIA

"Siamo un gruppo di donne di diversa estrazione e provenienza, accomunate dal bisogno di unirsi per contrastare la violenza alle donne, in tutte le sue forme."  L'associazione si è costituita l'8 marzo 2005 e dal 1° gennaio 2015 fa parte della rete nazionale D.i.Re, donne in rete contro la violenza.

COSA FA L'ALBERO DI ANTONIA

Le donne dell'associazione gestiscono come volontarie il Centro di Ascolto Antiviolenza, organizzano incontri pubblici di vario genere e corsi di varia natura, in un'ottica di prevenzione e prevenzione delle buone pratiche.

 

31) Associazione CASA DELLE DONNE di Milano (http://casadonnemilano.it)

- totali 10.000 € elargiti a fondo perduto per l’apertura e la realizzazione dei primi interventi necessari per il progetto “Casa delle Donne di Milano” nello spazio assegnato all'Associazione a seguito d'un bando del Comune.

- totali 10.000 € elargiti a titolo di prestito senza interessi (scadenza dicembre 2019) per lo stesso progetto.

COS'È L'ASSOCIAZIONE CASA DELLE DONNE DI MILANO

“Grazie a un’iniziativa della Commissione Pari Opportunità del Comune di Milano, alla fine del 2011 si formano i primi Tavoli di lavoro delle donne di Milano: lavoro, salute, spazi. Il Tavolo Spazi raccoglie l’esigenza di avere in città una Casa delle Donne, sull’esempio di esperienze in altre città italiane ed estere. Partendo innanzitutto dai propri desideri e attraverso molti incontri (anche vivaci), si struttura l’idea di una “Casa” che guardi non solo alle aspirazioni di ciascuna, ma soprattutto alle esigenze delle diverse donne che abitano la nostra città.

Per essere in grado di partecipare al bando indetto dal Comune di Milano per l’assegnazione di spazi, il 24 settembre 2012 il nuovo soggetto di cittadinanza attiva rappresentato dal Tavolo, dopo un lungo lavoro collettivo e molto partecipato per elaborare lo Statuto, si costituisce nella Associazione di promozione sociale “Casa delle Donne di Milano” e nomina il Consiglio Direttivo, composto da 11 donne con età, storie ed esperienze molto diverse. In poco tempo si iscrivono più di 350 socie, con l’appoggio di oltre 60 associazioni già attive sul territorio. Nel giugno 2013 il progetto elaborato dall’Associazione vince il bando comunale per l’assegnazione di spazi e a dicembre viene firmato il contratto con il Comune per la concessione dei locali dell’ex scuola di via Marsala 8.

All’inizio del 2014 la Casa delle Donne di Milano apre finalmente i battenti.”

COSA FA L'ASSOCIAZIONE CASA DELLE DONNE DI MILANO

La casa si organizza in gruppi di lavoro, ciascuno con una o più referenti, tutti aperti alle capacità e alle proposte delle socie. Esistono i gruppi Ricerca Fondi, Laboratorio Interculturale, Benessere e Movimento, Città bene comune, Sportello degli sportelli e Rete delle reti, Ufficio stampa, Comunicazione, Networking internazionale, Progetto spazi, Amministrazione e tesseramento, Libri, Autocoscienza, Scuola di italiano delle donne per le donne.

 

32) Silvia Pelosi, Tesoriera del Gruppo UDI denominato UDIHUB di Milano

- totali 1.000 € elargiti a fondo perduto per il progetto "Lavoro nonlavoro".

COS'È E COSA FA UDIHUB

Il gruppo, costituitosi nel 2012 come gruppo UDI Milano perciò aderendo e assumendo lo Statuto nazionale dell'UDI (Unione Donne Italiane) - vuole "valorizzare e proseguire il lavoro svolto nel 2007 per la proposta di legge popolare Norme di Democrazia Paritaria per le Assemblee Elettive dentro la campagna UDI 50E50".

 

33) Associazione APRITI CIELO! di Milano

- totali 5.000 € elargiti a fondo perduto per il progetto "Conflitti".

COS'È APRITI CIELO!

L'associazione APRITI CIELO! nasce nell’ottobre 2012 con lo scopo di creare “un luogo nel quale far convivere pratiche creative e ambiti di riflessione, aperto a progetti che favoriscono l’interazione di esigenze, interessi e provenienze differenti."

COSA FA APRITI CIELO!

L’Associazione si propone di offrire incontri pratici e teorici, mostre di pittura e fotografia, conferenze e incontri tematici, presentazioni di libri e spazi di lettura condivisa, corsi di apprendimento con l’obbiettivo di favorire il benessere psicofisico attraverso manualità o attività motorie, corsi di formazione e informazione su temi di interesse sociale.

Con il Progetto Conflitto si è voluto uno spazio di confronto sul tema del conflitto, coinvolgendo singole artiste/i (pittrici/pittori, performer, film maker, poete /poeti, attrici/attori), gruppi e associazioni culturali. Si è voluto "dare corpo e spazio a pensieri, riflessioni, considerazioni a partire dalle origine del conflitto, dalla percezione individuale e collettiva che ne hanno le persone coinvolte. Lo scopo è quello di arrivare al conflitto fondante: quello sessuale."

 

34) Associazione ARCHIVIA di Roma ( www.archiviaabcd.it )

- totali 15.000 € elargiti a fondo perduto (5.000 € ogni anno per il triennio 2014/2016) per il progetto "Adotta la Biblioteca".

COS'È ARCHIVIA

Archivia è una Biblioteca/archivio - all’interno della Casa Internazionale delle Donne di Roma - specializzata in storia e cultura delle donne. L’associazione si è costituita nel 2003 per “iniziativa di associazioni formatesi in alcuni casi fin dai primi anni Settanta del Novecento” con l’obiettivo di raccogliere salvaguardare e socializzare i materiali della cultura femminista.

COSA FA ARCHIVIA

“Raccoglie le produzioni della teoria e della pratica del movimento femminista dalla fine degli anni '60 a oggi - scandite dalle lotte per l'emancipazione delle donne, splendidamente documentate dagli archivi fotografici.” Oltre agli archivi, gestisce la biblioteca e un'emeroteca ricchissime, con manoscritti, tesi, materiali preziosi di documentazione, fotografie, manifesti, materiali audiovisivi. I Fondi hanno ottenuto il riconoscimento di "patrimonio storico" dalla Soprintendenza Archivistica del Lazio. Dal 2004 è parte della Rete Lilith . Dal 2005 partecipa al Servizio Bibliotecario Nazionale e al progetto Archividelnovecento Dal 2007 i libri ricevuti dalle case editrici vengono catalogate e eventualmente  recensite nella rubrica Leggerete a cura di Stefania Zambardino."

 

35) Associazione Utopia - DWF, Roma

- totali 5.000 € elargiti a fondo perduto per il progetto della collana editoriale "Ciliegie".

COS'È E COSA FA DWF

DWF – acronimo di Donna Woman Femme - è una rivista trimestrale che dal 1975 “costituisce un riferimento essenziale per chiunque si occupi del pensiero politico e della cultura delle donne in Italia e nel mondo.” A diffusione nazionale, la rivista è edita dall’Associazione Utopia, “proprietaria della testata, che provvede in proprio alla distribuzione per abbonamento e in libreria.”

COS'È IL PROGETTO "CILIEGIE"

DWF ha pubblicato per quarant’anni gli scritti di molte intellettuali e attiviste femministe italiane e internazionali; guardando il catalogo sarebbe possibile ricostruire una storia della cultura e i percorsi del femminismo in Italia, rintracciare le influenze di pensiero e le “geografie affettive della redazione della rivista” ma – hanno ragionato le donne dell’attuale redazione – “non sempre siamo state in grado, nel lavoro redazionale ordinario, di cogliere le tracce di un’evoluzione di pensiero importante in alcune autrici.” Per “rimediare e reimparare” hanno perciò deciso di dare avvio a una sorta di “autoarcheologia” riorganizzando gli scritti per autrice: “rileggere e ripubblicare gli scritti e/o i percorsi per autrice, isolando quelli che ci sembrano più significativi per l’oggi”.

"Ciliegie" perché: "se ne può fare indigestione facilmente; sono auto consistenti; colorano la bocca di rosso; sono nelle canzoni popolari da sempre; (...) chi mangia le ciliegie conosce l’arte del vivere; (...) vengono bene nei tatuaggi; (...) si accoppiano in bocca spregiudicatamente...”

 

36) A.B.A.P. Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi, Bari

- totali 100.000 € elargiti a titolo di prestito senza interessi (scadenza ottobre 2015) per il progetto di realizzazione di corsi di formazione per Aspiranti imprenditrici agricole. Il prestito è stato interamente restituito nel mese di febbraio 2015.

COS'È E COSA FA A.B.A.P.

L’associazione di promozione sociale dei Biologi Ambientalisti Pugliesi è nata a Bari nel 1995. Si dedica alla formazione professionale - (cioè all’alta formazione post laurea, a corsi di specializzazione e aggiornamento, all’istruzione e alla formazione tecnica superiore) - ma anche alla ricerca di base e applicativa nei settori delle scienze biologiche, umane, ambientali, agroalimentari e della nutrizione. L’obiettivo che A.B.A.P. si è posta sin dalla sua nascita è “dare un contributo alla definizione di un modello di società in armonia con la vita”.

La squadra operativa di A.B.A.P. è composta (nonostante quei maschili nel nome dell’associazione) da donne: alla direzione generale Elvira Tarsitano, alla direzione amministrativa Debora Clorinda Brancasi con alla segreteria Carla Antonia Accetta; la direttrice della formazione è Valeriana Colao, e la progettista formatrice è Palma Sinibaldi.

Il prestito di 100.000 € era finalizzato al finanziamento di sessantasei  voucher attribuiti dalla Regione Puglia nell’ambito della misura 331 azione 1. Beneficiarie corsiste residenti nella Provincia di Lecce. Ogni voucher ha avuto un importo variabile compreso tra i 1.800 e i 3.000 € e consente la frequenza ad un corso finalizzato all’inserimento nel mondo del lavoro per la diversificazione dei servizi in agricoltura: Masseria didattica (90 h), Agricoltura sociale (150 h), Agricoltura sociale per l’infanzia e la longevità attiva (80 h), Filiera bioenergetica (80 h). Per poter usufruire del voucher, era necessario anticipare la somma al momento di inizio del corso, la Regione Puglia avrebbe erogato il voucher, soltanto dietro presentazione di fattura. Con il prestito del Trust è stato invece possibile agevolare le corsiste e anticipare per loro la somma dovuta per la frequenza del corso.

 

 

37) Fondazione Cineteca Italiana, Milano

(Fondazione Cineteca Italiana)

- totali 2.000 € elargiti a fondo perduto per la promozione e diffusione del film Difret presso il pubblico giovane e nelle scuole.

COS'È E COSA FA LA CINETECA ITALIANA

Dal 1947, anno della sua costituzione a Milano, la Cineteca Italiana (diventata Fondazione dal 1996) svolge attività di conservazione e valorizzazione del patrimonio filmico e diffusione della cultura cinematografica sia in Italia sia all'estero. Organizza proiezioni cinematografiche, gestisce il piccolo e prezioso Museo Interattivo del Cinema, custodisce l’Archivio Film e Restauri (con oltre ventimila titoli della cinematografia mondiale), la Fototeca e la Manifestoteca.

DIFRET - Il coraggio per cambiare

Prodotto da Angelina Jolie, scritto e diretto da Zeresenay Berhane Megari, il film racconta il cambiamento di un Paese (l'Etiopia) in cui è in atto una lenta sanguinosa trasformazione segnata dalla violenza maschile sulle donne. Lo fa raccontando la storia vera di Hirut. (Vuoi vederne il trailer? Clicca qui)

 

 

38) LÌbrati, Libreria delle donne di Padova

- totali 3.000 € elargiti a fondo perduto per il progetto di apertura a Padova di una Libreria delle donne

COS'È LÌBRATI

È un progetto di Chiara Melloni, Ilaria Durigon e Laura Capuzzo, che si raccontano così: “Abbiamo poco più di trent'anni e ci siamo conosciute da studentesse a Padova. È bastato poco per innamorarsi di questa città e dopo svariati anni di studio e lavoro in giro per il mondo, l'abbiamo scelta come nostra patria d'elezione. Perché Padova? Padova è una città bellissima, ricca di arte e di cultura, ricca di potenzialità inespresse... il luogo adatto per il progetto che avevamo in mente.”

COSA FA LÌBRATI

“Una libreria delle donne. Qualcuno si chiederà cos'è una libreria delle donne... è una libreria specializzata sul mondo culturale femminile: arte, poesia e letteratura di donne, studi di genere, un luogo dove preservare e tramandare il prezioso sapere delle donne, per farne buon uso nel presente e portarlo con noi nel futuro. È un luogo capace “di ravvivare la vita della città e del suo centro storico. Una libreria cambia il volto di una città. Essa è molto più che uno spazio di commercio di libri. È un luogo in cui conoscersi e incontrarsi. Un luogo dove tessere relazioni. Uno spazio di socialità dove ciascuno si senta a casa. È un luogo dove discutere, imparare, confrontarsi. Dove creare circuiti virtuosi di amicizia, conoscenza, dove poter essere felici dando spazio alle proprie passioni.” La Libreria apre nell’aprile del 2015 grazie all’aiuto di moltissime donne e uomini, associazioni, gruppi, che hanno aderito alla campagna di crowfunding lanciata da Chiara, Ilaria, Laura.

 

 

 

 

 

 

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